Val Borbera
In bassa valle la vegetazione è formata da ontano, olmo, nocciolo, rovere, castagno e acacia non autoctona della valle, è presente coltivato anche il gelso ora sostituito da colture di cereali e foraggio. In alta valle la vegetazione è caratterizzata da faggio, rovere e castagno con presenze sporadiche di larice e conifere. La fauna è costituita da volpi,lepri, scoiattoli e vi sono tracce del lupi italici. Dell'avifauna sono presenti la garzetta, la nitticora, il gabbianello, il beccaccino e il piovannello pancianera, la ballerina, la cutrettola, il corriere piccolo e il martin pescatore; nella valle è presente il 70% dell'avifauna appenninica.
La val Borbera fu inizialmente abitata dall'Età del Ferro (~1000 a.C.) da tribù Liguri (forse i Dectunini) che fondarono sicuramente Albera Ligure. Nel 30 a.C. la valle fu occupata definitivamente dai Romani e in età augustea entrò a far parte della REGIO IX della Liguria con capoluogo Genua. Alla vigilia delle invasioni barbariche faceva parte della Diocesi dell'Italia (V) (con capoluogo Mediolanum) e come parte della Liguria. Durante le invasioni barbariche fu prima parte dei Domiini di Odoacre (476-493) fu invasa dai prima invasa dai Visigoti intorno 493 e dai Longobardi intorno al 570. Nel 774 Carlo, re dei Franchi invase i territori longobardi e la val Borbera entrò a far parte del Sacro Romano Impero. Nell'843 entrerà a far parte del Regno d'Italia di Lotario di cui fece parte fino all'888. In età comunale subentrarono i Malaspina (Guelfi) si allearono col vescovo di Tortona, nel XIV secolo con la caduta del potere dei Malaspina la valle fu così suddivisa:
• Cantalupo Ligure e Prato ancora ai Malaspina (formale controllo vescovo di Tortona, poi del Ducato di Milano)
• l'alta valle alla famiglia Fieschi (formale controllo Repubblica di Genova, nell'ambito dei cosiddetti Feudi Imperiali)
• Stazzano e la bassa valle sotto diretto controllo del vescovo di Tortona, poi al Ducato di Milano
Dal 1748 la bassa valle passò sotto il Regno di Sardegna, invece l'alta valle fu controllata dalla Repubblica di Genova e dalle famiglie Adorno, Spinola, Fieschi e Malaspina; Durante la parentesi napoleonica nel 1797 entrò a far parte in parte della Repubblica Ligure fino al 1805, poi entrò a far parte dell'Impero Francese nel Dipartimento di Genova. Dal 26 dicembre 1814 al 7 gennaio 1815 fece di nuovo parte della Repubblica Ligure. Dopo il congresso di Vienna entrò a far parte della provincia di Novi Ligure come parte della Liguria e del Regno di Sardegna; nel 1859 venne staccata dalla Liguria e unita alla provincia di Alessandria e quindi al Piemonte dal presidente del consiglio che era allora l'alessandrino Urbano Rattazzi; nel 1861 entrò a far parte dell'Italia unita. Durante la Prima Guerra Mondiale ad Arquata Scrivia, presso la foce del Borbera ci fu un campo militare inglese dal 1915 al 1921, poi nella Seconda Guerra Mondiale dopo il 1943 la valle fu luogo di scontri tra nazifascisti (che controllavano la bassa valle) e partigiani (che controllavano l'alta valle) e fu interamente liberata dai partigiani nel 1945. A Rocchetta Ligure fu eletta per la prima volta una donna a consigliere comunale nel maggio del 1945, poco dopo la Liberazione.
Questa valle fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle quattro province, caratterizzato da usi e costumi comuni e da un repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero (oboe popolare ad ancia doppia) che viene accompagnato dalla fisarmonica. Il duo pifferaio-fisarmonicista è parte integrante delle numerose feste che animano i paesi soprattutto nei mesi estivi. La difficile accessibilità di alcune frazioni ha fatto si che si conservassero schemi peculiari di alcune delle antiche danze delle quattro province, in paesini come Connio o Caregga Ligure si continuano a ballare versioni di giga o piana (come si ballava nei tempi andati) che possiamo vedere solo lì. Presso le Capanne di Cosola a fine stagione si tiene a curmà di pinfri raduno annuale dei pifferai.
A Rocchetta Ligure nel seicentesco Palazzo Spinola vi ha sede il Centro Living Europa, sede europea del teatro newyorkese Living Theatre.
Luoghi di Interesse
Museo della cultura popolare dell'Alta Val Borbera a Carrega Ligure
Museo della Resistenza e della vita sociale nel Palazzo Spinola a Rocchetta Ligure fondato nel 1990.
Museo di Storia Naturale a villa Gardella a Stazzano fondato nel 1980.
La val Borbera e la contigua valle Spinti essendo stata per circa ottocento anni terra di confine vi sono dieci castelli, alcuni tuttora in buone condizioni:
Castello di Vargo, a Vargo di Stazzano del 1500 circa.
Castello di Stazzano, a Stazzano,tuttora ospizio e quindi non visitabile.
Castello di Torre Ratti, a Torre Ratti di Borghetto di Borbera, citato la prima volta nel 1413 da Filippo Maria Visconti, fu dei visconti e poi dei Rati Opizzoni.
Castello di Sorli, risale al XII secolo fu dei Visconti e poi dei Lunati fon al 1753, rimangono dei ruderi.
Castello di Roccaforte Ligure, costruito intorno al 600, ricostruito dai Malaspina intorno all'XI secolo e poi agli Spinola fino al 1797, riamgono ruderi.
Castello di Cremonte a Cremonte di Cabella Ligure fu costruito nel X° secolo dal vescovo di Tortona contro le scorribande saracene e ungare.
Castello di Carrega a Carrega Ligure, risale forse al XII secolo, rimangono ruderi del torrione e resti della struttura originale.
Interessanti da visitare anche i paesi fantasma furono spopolati negli anni '50-'60 e gli abitanti andarono a vivere nelle principali città d'Italia, ma soprattutto nella vicina Genova eccoli qui elencati, si trovano tutti nell'alta valle, tranne
Rivarossa:
Rivarossa (m 738), frazione disabitata di Borghetto di Borbera
Avi (m 610), frazione disabitata di Roccaforte Ligure
Camere Nuove, frazione disabitata di Mongiardino Ligure
Connio (vecchio), frazione di Carrega Ligure
Chiapparo (m 937), frazione disabitata di Carrega Ligure
Ferrazza (m 1111), frazione disabitata di Carrega Ligure è stata recuperata negli anni '90
Reneuzzi (m 1075), frazione disabitata di Carrega Ligure
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