Rivalta Scrivia
Di indiscutibile valore storico e religioso ricordiamo inoltre l'Abbazia di Santa Maria di Rivalta appartiene al complesso monumentale di Rivalta Scrivia. Si trova a pochi chilometri da Tortona, sulla riva sinistra del torrente Scrivia, nei pressi dell’incrocio di antiche strade romane (Via Emilia Scauri e via Postumia), divenute poi nel Medioevo importanti vie di transito commerciale e di pellegrinaggio.
La chiesa, a croce latina con abside e cappelle laterali quadrangolari con volte a botte archiacuta, fu costruita seguendo fedelmente i dettami dell'architettura cistercense sanciti da San Bernardo, che prevedeva estrema semplicità e linearità delle forme. Si tratta di un edificio di notevoli dimensioni, nonostante fu ridotto intorno alla metà del XVII secolo, misura infatti complessivamente 40 metri di lunghezza e 16 di larghezza in navata. Le tre campate sopravvissute (in origine erano quattro) sono coperte da volte a crociera costolonate, nella navata centrale e nel transetto, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera semplice. Le navate sono scandite dall'alternanza di pilastri forti e pilastri deboli, caratterizzati dalla notevole varietà morfologica (poligonali, circolari e a fascio), costruiti in pietra e in mattone. I capitelli pensili dei pilastri forti sono cubici ad angoli smussati. I sostegni deboli hanno capitelli decorati con motivi vegetali stilizzati. Quando la chiesa fu compiuta, gli edifici monastici erano già stati in gran parte completati nei primi decenni del XIII secolo. Del monastero sopravvive solo la sala capitolare in stile gotico-cistercense, che prendeva luce dal chiostro per mezzo di due trifore a piccole colonne binate con capitelli. La sala, situata ad un livello inferiore rispetto al piano del corridoio di quello che rimane di un chiostro molto più tardo (XVI-XVII secolo), è suddivisa in nove campate coperte da volte a crociera archiacute con ogive in cotto, sorrette da quattro colonne lapidee con capitelli a fasci circolari. Nel XVII secolo la chiesa fu arricchita da otto altari: oggi ne rimangono due in mattoni (in stile barocco) e altri quattro in legno dorato acquistati nel 1864, provenienti dal Duomo di Tortona. Nel XVIII secolo la chiesa fu intonacata e nel 1773 rifatto il pavimento in cotto. Sul transetto sinistro fu costruito negli anni 1893-94 un organo Vegezzi-Bossi a due tastiere di 38 registri e 27 pedali, collaudato nel novembre 1894 dal maestro Giuseppe Perosi.
Il manufatto architettonico rivaltese acquista un ulteriore valore storico-artistico grazie alla presenza di un ricco apparato pittorico che orna le pareti interne, i pilastri ed alcuni altari. Solo dalla prima metà del XV secolo ci si dedicò alla decorazione ad affresco, proseguita sino agli inizi del secolo successivo. Si notano così le diverse connotazioni stilistiche che distinguono le opere. Una matrice tardo-gotico rivolta al valore decorativo è presente negli affreschi più antichi (S. Bernardo, S. Benedetto e la Madonna col Bambino, quelli visibili nell'abside, mentre una volontà improntata ad un più preciso realismo di forme si osserva nelle figurazioni con santi, alcune datate e firmate da Franceschino Boxilio (S. Cristoforo e Vergine col Bambino). Il confronto stilistico e l'analisi critica consentono di proporre l'attribuzione al Boxilio sia delle due cappelle destre del transetto con figure di santi, sia della Lactatio Virginis, riquadro che orna il secondo altare destro. L’artista, insieme al padre Manfredino, sembra aver contribuito alla realizzazione e alla diffusione di un linguaggio pittorico di modi e formule che caratterizzò gran parte della produzione pittorica locale nell'arco di tempo tra il XV e il XVI secolo. Sebbene Franceschino Boxilio rimanga l'unico nome noto tra coloro che in fasi alterne operarono all'interno dell'edificio religioso, si può osservare una stessa corrente d'influenza artistica prettamente lombarda cui i diversi artisti guardavano come modello. La pittura si presenta con una connotazione votiva e con forti accentuazioni popolari, mediate da scelte compositive semplici ed immediate attraverso un reperto iconografico vario ed elaborato. Per una precisa lettura e per una completa analisi dell'intero corpus pittorico sarebbe auspicabile un accurato restauro con interventi di pulitura e consolidamento, richiesto soprattutto nelle cappelle absidali di destra..
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